Radici profonde, ritmo nel sangue
Crescere a Dragona non è crescere al centro del mondo. È crescere ai margini di Roma — dove le strade parlano chiaro e l'ambiente ti forma prima ancora che tu possa scegliere. Paolo Bolfa, classe 2003, viene da lì. Da una famiglia umile, da una periferia che non perdona le mezze misure, e da un padre fonico che gli ha messo la musica in casa ancora prima che capisse cosa fosse.
A sette anni impugna le bacchette. Percussioni, batteria — un richiamo quasi viscerale alle origini romene di famiglia, dove la tradizione della musica percussiva è cultura, non intrattenimento. Quel bambino che batteva sui tamburi oggi si chiama P4BLO G, e porta con sé ogni strato di quella storia.
Non è stata la musica a cambiarmi. È stato il cambiamento dentro di me a portarmi verso la musica — sentivo il bisogno di trasmettere qualcosa, di dare forza alle persone nel mio piccolo.
— P4BLO GP4BLO G: uno slang, una firma
Il nome d'arte non è una costruzione strategica, non è un personaggio da indossare. P4BLO G è semplicemente Paolo — scritto come lo pronuncia la strada, con la cifra al posto della lettera, il cognome ridotto a un'iniziale. Essenziale. Diretto. Come lui.
Non c'è distanza tra Paolo Bolfa e P4BLO G. Sono la stessa persona che cambia umore, cambia prospettiva, cambia tono — ma non cambia mai natura.
Ogni brano è uno stato d'animo
Definire il suono di P4BLO G in un'etichetta sola è riduttivo. Trap, hip hop, brani introspettivi, d'amore, di strada, motivazionali — la sua musica spazia perché lui spazia. «La mia musica varia in base al mio umore e al mio vissuto», spiega. «Sono una persona molto introspettiva. Analizzo le circostanze intorno a me e cerco di estrarne qualcosa di utile.»
Quel qualcosa è quasi sempre un messaggio. Una critica alla società, un invito a non mollare, una riflessione sul lato umano delle cose. Non esistono maschere da P4BLO G — ogni sfumatura è autentica, ogni cambio di registro è una fotografia onesta del momento.
Il processo creativo nasce dall'emozione. È lo stato d'animo del periodo a dettare la direzione musicale, poi entra in gioco il suo produttore di fiducia Lowend, con cui costruisce le produzioni come abiti su misura per quello che sente. Il beat non è un punto di partenza — è una risposta.
Dentro Ambizione ho esposto un principio motivazionale che viene da tutto il mio vissuto — prendere energia positiva dalla negatività vissuta.
— P4BLO G su "Ambizione", il suo primo singolo su SpotifyRoma sullo sfondo, l'uomo in primo piano
Roma è la sua città, Dragona è il suo quartiere — eppure P4BLO G non si racconta attraverso la geografia. «Mi baso sul lato umano, più che sulla provenienza», dice. La città informa il carattere, non i testi. È una radice, non una gabbia.
Tra gli artisti che lo ispirano, cita Geolier — non per il suono, ma per quello che rappresenta come persona: cresciuto in un contesto difficile, mai tradito sé stesso. «Mi ci rispecchio molto», ammette. L'identità prima di tutto, il resto viene dopo.
Singoli, collaborazioni e un capitolo che si apre
Il futuro è pieno. Singoli in uscita, una pipeline di lavoro costante — ma qualcosa sta cambiando nella sua testa. Sente sempre di più il richiamo della collaborazione, del confronto con altri artisti. Un capitolo nuovo si sta aprendo.
Tra gli emergenti della scena romana, uno in particolare lo ha colpito davvero: Ne*ro. «Non mi capita quasi mai di ascoltare ripetutamente un artista emergente», ammette — ma con lui fa eccezione. La ragione è semplice: la veridicità di quello che espone. Niente pose, solo verità. Esattamente come lui.
«Mi auguro che chi ascolta i miei brani possa rivivere emozioni legate alla vita — quelle che cerco di esporre ogni giorno.»
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